Ci sono stati vari tempi del mio andare in Montagna. Il tempo della velocità e quello del passaggio chiave, il tempo dei rifugi e quello delle vette, il tempo delle vie attrezzate e delle ferrate. Questi "tempi" hanno scandito la mia vita, testimoni e compagni di altre vicissitudini e del passare degli anni. Oggi, eccomi qua alle prese con il tempo della consapevolezza, della montagna lenta e delle vie normali. Talvolta però i "vecchi tempi", mentre passo dopo passo percorro il sentiero, si ripresentano, ed io non oppongo resistenza.

Benvenuti, comunque la pensiate, su VIA NORMALE

11 dicembre 2010

MONTE TRSTELJ

"Il Carso è attraversato da una ricchissima rete di sentieri, percorribili a piedi o in mountain bike, che si diramano attraverso i vari aspetti del paesaggio: dai colli rimboschiti a pino nero, ai prati, sino alla landa carsica pietrosa, passando per la caratteristica vegetazione carsica". Oggi viaggiamo tra i paesini del Carso Sloveno per raggiungere Temnica, località che si trova a una dozzina di km dal confine italiano. La lasciamo alla nostra destra seguendo l'indicazione "Trstelj" e proprio dove l'asfalto diventa sterrato c'è l'inizio del sentiero che ci porterà in cima. Il dislivello che dobbiamo affrontare non supera i 200 m. ma si sviluppa lungamente, a tratti, dentro ad intricati boschetti e bisogna tenere d'occhio i segnali.









All'improvviso, inaspettatamente, un cartello su un albero ci dice che siamo in cima al monte Stol a quota 629 m.! Ci guardiamo in faccia stupiti, ma è proprio così, c'è anche il libro di vetta. Immancabili dunque la firma e la foto.




Riprendiamo spediti, lanciati ormai verso il nostro "concatenamento di bassa quota". Superiamo una larga sella dove convergono più sentieri, ed ecco lì tra gli alberi il rifugio. Sono passate da poco le 11 ed è presto per il test jota. Si va in vetta! Una vociante scolaresca si è impossessata del piccolo pianoro sommitale. Noi non abbiamo fretta ed aspettiamo che zaini in spalla si rimettano in cammino per poter scattare le nostre foto.













E' giunto il momento di visitare il rifugio. L'allegra scolaresca ha avuto la stessa idea ma per fortuna non ha preso possesso di tutti i tavoli e la Lasko Zlatorog apre le danze. Poi jota e infine un bel pezzo di gubanizza.




Il cielo adesso è più azzurro, le calorie ingurgitate sono il triplo di quelle consumate, ritorniamo sulla cima, che è distante un paio di minuti...per consumarne una o due!





Per la discesa seguiamo un altro sentiero che ci permette di fare un piccolo anello fino allo Stol. Poi gli stessi passi fino al punto di partenza. Lontano, il mare si confonde con il cielo.






6 commenti:

montagnesottosopra ha detto...

avreste dovuto rifare la cima una ventina di volte per smaltire le calorie ......... il problema è che ogni volta toccava ripassare per il rifugio :lol: :lol: :lol:

anonymous ha detto...

Nadia writes:Ooooh! era ora che ti rimettessi in cammino! ahahahahMamma mia! la foto di quella fetta di Gubanizza!!!....gnami!!!! sembra delizzzzziosa!! certo che ogni rifugio la fa a modo suo ;o)Ciao Flavio e un abbraccione a Marisa!!!!

anonymous ha detto...

giovanni writes:immagino che la piramide di sassi l'avete fatta per smaltire le calorie, vero?;)

frivoloamilano ha detto...

Per smaltire le calorie bisognava scendere e salire almeno una "ventina di volte" senza passare per il rifugio per non farsi tentare dalla gubanizza che "ogni rifugio fa a modo suo" ma è sempre buona ed infine completare la "piramide di sassi" per farla assomigliare a quella di Cheope... ;) A proprosito di calorie, dicono che per Venerdi ne dovremmo bruciare parecchie con la neve che arriverà...anche a bassa quota :happy:

lor74cas ha detto...

Ci sono andato qualche settimana fa, ma ho parcheggiato al rifugio, però almeno non ho mangiato nulla :chef:

frivoloamilano ha detto...

Originally posted by lor74cas:Ci sono andato qualche settimana fa, ma ho parcheggiato al rifugio, però almeno non ho mangiato nulla Mi sembra il minimo...con tutta la fatica che abbiamo fatto noi!:D ;)